Gioco d'azzardo

La povertà! Ecco, molti pensano che si nasconda la paura della povertà dietro certi atteggiamenti patologici legati al gioco d’azzardo. La paura di ritrovarsi in condizioni di povertà dunque, impedirebbe al giocatore di alzarsi dal tavolo da gioco. Niente di più lontano dalla verità!! La povertà non c’entra davvero nulla nella consuetudine al gioco d’azzardo. Il giocatore patologico infatti ha sviluppato dentro di se una vera e propria malattia, ed ha bisogno, per uscirne fuori, di quell’aiuto e di quella assistenza che solo gli psicologi e gli psicoterapeuti professionisti sono in grado di fornire. Il vizio del gioco, quando non resta solo un vizio, ma assume le caratteristiche peculiari di una patologia, risulta essere un disturbo spesso difficile da superare. C’è bisogno infatti non solo dell’aiuto dei professionisti medici, ma anche di quello dei propri cari e di una grande forza di volontà. Il giocatore d’azzardo patologico infatti, non riesce più a distinguere la normalità del gioco, sana e tesa al solo divertimento; ma resta schiavo di questa pericolosa abitudine. Pericolosa perché mette a rischio le finanze del malato, con conseguenze disastrose per la sua vita anche a livello personale. Si pensi a quante famiglie sono state rovinate e portate sul lastrico dalle abitudini scellerate del giocatore patologico. Abitudini che sono in realtà sintomo di una malattia vera e propria, di un disturbo comportamentale in grado di minare tutte le altre sfere dei rapporti interpersonali. Questo perché, diciamolo senza ipocrisia, rimanere vicino ad un giocatore d’azzardo patologico non è cosa da tutti. Ci vuole un notevole sforzo di amore e comprensione per perdonare chi è in grado di giocarsi interi patrimoni nell’arco di una sola notte. Perché il giocatore patologico, spesso, gioca senza condizione di causa, come rapito da una trance irresistibile e consolante. Un senso di benessere che nasce dalla “scarica di adrenalina” scaturita dal rischio, dal brivido, dall’audacia, di affidarsi al caso. Il giocatore patologico non ignora il rischio, anzi, spesso lo persegue inconsciamente, con giocate inconcludenti ed evidentemente fallimentari. Una sorta di volontà inconscia che tende alla sconfitta. Solo il dialogo e la terapia condotta da bravi medici possono fornire un aiuto reale per uscire da questo strano circolo vizioso. Non aiuta certo l’odierno atteggiamento sociale, che ammette per esempio la presenza di video poker all’interno di comuni bar, pizzerie e luoghi di ritrovo sociale. La tentazione, si sa, è pericolosa… Inoltre il Web sembra aver aperto le porte delle “scommesse libere”, con siti dedicati al gioco delle carte o alle scommesse sportive, che oggi permettono di puntare denaro su ogni cosa, dai risultati delle partite al numero di punti fatti, dal nome degli atleti protagonisti di goal o mete al minuto esatto in cui vengono segnati. Insomma, uno scenario non proprio favorevole alla volontà di uscire da quello che possiamo ormai considerare il tunnel del gioco. Un tunnel subdolo, che fornisce false speranze di recupero, mentre in realtà si cade inesorabilmente sempre più in basso, coperti dai debiti, senza via d’uscita. Alle prime avvisaglie di un comportamento patologico nei confronti del gioco d’azzardo, è bene veicolare le persone a noi care verso l’unica soluzione possibile: il colloquio con i professionisti medici, gli unici in grado di capire il livello di coinvolgimento del paziente e fornire la terapia psicologica più adatta al superamento del problema.